IL BERRETTO A SONAGLI

Con Francesca Cerchiaro, Irina Lorandi, Rosa Maria Messina, Anna Romanello, Maria Paola Locarno, Gianni Lamanna, Giorgio Putzolu
Regia di Giorgio Putzolu
di L. Pirandello

 Beatrice, ferita nel suo orgoglio dal tradimento del marito, decide, prima di lasciarlo, di ferirlo in quella che ritiene la parte più pubblica e sensibile… il suo onore sociale. Per fare questo ordisce una messa in scena che permetterà ai carabinieri di cogliere sul fatto i due amanti e di arrestarli. L’amante del marito è moglie dell’impiegato della loro stessa agenzia. Fin qui potrebbe sembrare una semplice storia di corna e di vendette incrociate ma Pirandello ci pone davanti a un bivio, trattare il fatto con gli strumenti arcaici dell’onore e della vendetta o accettare di entrare in una riflessione sulla natura dei sentimenti, la loro durata, la naturale evoluzione delle relazioni personali e sociali? Pirandello, ben conscio del nostro brodo culturale, racconta la reazione di pancia dei personaggi, la violenza con cui ci si difende da ogni forma di cambiamento e di maturità emotiva. E’ così che il marito di Beatrice minaccia, non appena uscirà dalla prigione, di uccidere la moglie per averlo scaraventato nell’inferno del pubblico scherno, il marito dell’amante sostiene che, per difendere il suo onore davanti al paese, sarà costretto a uccidere la moglie e poi il marito di Beatrice, in un avvitamento sempre maggiore in cui famiglia e società giustificano, e addirittura accettano e promuovono, la vendetta e l’onore come primo valore sociale, non c’è scampo, la tragedia pare inevitabile ma Pirandello, anche in questo caso, tocca la molla gattopardesca della nostra cultura: La pazzia.

 Se Beatrice fosse dichiarata pazza e si facesse ricoverare… allora tutta la storia sarebbe solo il delirio di una pazza! E chi crederebbe mai a una pazza……